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i posti più belli dell'Isola - Posti di Capri continua da Tragara PDF Stampa E-mail
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i posti più belli dell'Isola
Posti di Capri continua da Tragara
Posti di Capri continua dal Monacone
Posti di Capri continua da Faro di Punta Carena
Posti di Capri continua da Belvedere Cannone
Posti di Capri continua dallo Scoglio delle Sirene
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TRAGARA

Se si vuole vedere un famoso panorama sui Faraglioni riprodotto su tantissime cartoline, ci si deve recare alla Via Tra gara. Infatti dopo meno di mezz’ora di piacevole passeggiata dal centro di Capri, si giunge alla terrazza del belvedere di Tragara, che risale al 1928.

Si apre una notevole visione sui Faraglioni a sinistra, mentre sulla destra si nota in lontananza la baia di Marina Piccola.

Durante le limpide giornate è inoltre possibile vedere anche una parte della costa meridionale.

 

VILLA SAN MICHELE

Tappa obbligatoria anche per il turista che si ferma poche ore ad Anacapri è la Villa di San Michele. Costruita agli inizi del secolo scorso (1910) da Axel Munthe, medico e scrittore svedese, è stata poi da questi donata al Consolato Svedese.

All’interno, oltre ad un giardino fiorito e ben curato, ad un viale con colonnato che affaccia sul porto di Capri, sul Golfo di Napoli e sulla penisola sorrentina, si possono ammirare i reperti archeologici che Axel Munthe è riuscito a salvare e conservare sia durante la costruzione della villa che da altre zone dell’isola. Infatti è definito anche “museo” per queste antichità e le stanze arredate ancora come quando vi risiedeva lo scrittore svedese.

Oltre alla visita diurna vi si svolgono anche concerti serali estivi, suggestivi ancor più per l’ambiente caratteristico, le luci e…. il panorama.

 

SCALA FENICIA

Fino agli inizi del ‘900 era l’unica strada di collegamento tra il Comune di Capri e quello di Anacapri. Costruita in età greco-romana è stata in parte ricavata scalpellandola roccia viva. Alla sua sommità rimane ancora l’ingresso medievale di Anacapri.

E’ stata chiusa per molti anni, ma dopo la totale ristrutturazione, completata da circa due anni, è stata riaperta ed è possibile ripercorrerla fino alla via Provinciale Marina Grande godendo del panorama del porto di Capri e del golfo di Napoli e della frescura della vegetazione che la costeggia per molti tratti.

Inoltre ristrutturandola è stata anche installata l’illuminazione notturna, che la rende spettacolare sia vista dal mare che dal centro di Capri.

 
 

CHIESA DI SANTO STEFANO

La più grande chiesa dell’isola, situata a fianco della “Piazzetta” è la chiesa di Santo Stefano. Realizzata tra il 1688 e il 1697 è stata consacrata nel 1723. La sua architettura e struttura rispetta pienamente la tradizione seicentesca. All’interno si conservano ancora in buono stato diverse opere del XVII e XVIII secolo. Tra queste notevoli sono il portale all’interno dell’ingresso principale, decorato con finti riquadri in marmo e l’altare al centro del presbiterio, eseguito in marmi policromi.

Sempre del XVIII secolo, conservata nel corridoio alla sinistra del presbiterio, è la statua in argento di San Costanzo, ornata di zaffiri e granati.

 
 
 

VILLA MALAPARTE

A metà cammino della solitaria passeggiata del Pizzolungo, ecco la Villa Malaparte che, con il suo colore rosso e la struttura particolare, non passa inosservata; lo stesso Curzio Malaparte apportò notevoli modifiche durante la costruzione. Caratteristica è sia la forma che l’ampia e alta scalinata esterna che porta sopra al tetto senza parapetto, ma con al centro un alto muro a forma di vela.

All’interno della villa incanta il camino con il fondo di cristallo. Infatti attraverso la trasparenza del cristallo entra la luce del sole e si ha una panoramica del mare con il Monacone e i Faraglioni.

 

CERTOSA

 

Costruita tra il 1363 e il 1372 quale voto da parte di Giacomo Arcucci, il monastero certosino subì incendi ed incursioni da parte dei pirati e solo alla fine del ‘600 la costruzione fu consolidata e sistemata. Fu adibita prima a caserma, poi a prigione ed infine, negli ultimi anni dell’ottocento, appartenendo al Ministero della Guerra, fu luogo di destinazione dei soldati che la Compagnia di disciplina trasferiva.

Solo intorno al 1920, grazie all’intervento di Edwin Cerio, passò sotto la tutela delle Antichità e Belle Arti e furono eseguiti lavori di restauro.

Anche a distanza di circa settecento anni si può ammirare il convento nel suo complesso, l’ingresso dove esisteva la farmacia e la chiesa notevolmente modificata e frequentata anche dagli isolani.

Nella zona frequentata dai monaci che svolgevano vita comune, attualmente abbiamo il Museo Diefenbach, la biblioteca e il chiostro piccolo. Le celle che circondavano il chiostro grande occupate dai monaci di clausura, sono oggi in parte adibite ad aule del liceo classico.

Sul retro delle celle si può inoltre ammirare un grande giardino con viali delimitati da fiori profumati e colorati ed un bellissimo panorama sui Faraglioni e Marina Piccola.

 
 
 

I FARAGLIONI

 

I Faraglioni di Capri, denominati Stella, Faraglione di mezzo e Scopolo o Faraglione di fuori, sono picchi rocciosi a cui il franamento della costa, l’abrasione marina e gli agenti esterni hanno determinato le forme attuali.

Sulla Scopolo, alto 105 mt., vive la famosa lucertola azzurra, denominata così per i suoi colori azzurri come il cielo, il mare ed alcune sfumature della roccia. Conosciuto in tutto il mondo è anche il “sottopassaggio” che attraversa il Faraglione di mezzo, lungo 56 metri, largo 13 metri ed alto 15 metri dal livello del mare, itinerario obbligatorio di ogni giro dell’isola.

 
 
 

LA PIAZZETTA

 

Ed ecco la Piazzetta, conosciuta anche come il “salotto di Capri”. Infatti, quasi interamente occupata dai tavolini dei bar, chiusa fra il Municipio, la Torre dell’orologio e le scale di accesso alla Chiesa di Santo Stefano, è un focale punto di incontro per isolani e turisti . A testimonianza della struttura architettonica della piazzetta rimangono resti di mura greche e romane nelle vicinanze della terrazza della funicolare e del campanile, il passaggio sopraelevato tra il Gran Caffè e la chiesa che nel ‘700 serviva come collegamento tra la cattedrale e il palazzo vescovile.

Inoltre sul retro del campanile è ben conservato l’arco ogivale di ingresso alla piazza, con il caratteristico stemma degli aragonesi.

 

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